C’è chi il tempo lo conta in ore e chi, come Giacomo Maiolini, lo ha sempre vissuto in anticipo, rincorrendo un battito che cambia pelle ogni decennio. Il 17 marzo 2026 arriva in libreria “Mai avuto tempo”, il libro con cui il fondatore di Time Records ripercorre un’avventura lunga quarant’anni nel cuore pulsante della musica dance. Non si tratta però della classica autobiografia di un produttore di successo, quanto piuttosto del romanzo di una vita passata a inseguire il futuro, spesso precedendolo. Dalle discoteche di provincia alle vette delle classifiche mondiali, da Brescia a Tokyo, Maiolini ha attraversato ogni evoluzione del settore: dall’epoca d’oro dei vinili all’era degli algoritmi e dello streaming, lasciando un’impronta indelebile su un’industria feroce e visionaria. Con 7 miliardi di stream, oltre 120 milioni di dischi venduti e più di 400 riconoscimenti tra disco di diamante, platino e oro, il discografico bresciano è una leggenda vivente del panorama internazionale, eppure il suo libro sceglie una strada diversa, più intima.

“Mai avuto tempo” scava nel prezzo pagato per un’ossessione creativa, nelle notti infinite passate in studio e nei dancefloor, negli incontri decisivi con artisti e amici che a volte salvano e a volte tradiscono. Emerge il ritratto di un ragazzo che ha imparato a riconoscere il successo prima ancora che esplodesse, ma che ha dovuto fare i conti con il corpo che si ferma e con il silenzio che arriva quando l’ultima traccia si spegne. Il racconto si snoda tra intuizioni geniali e scommesse cieche, offrendo uno sguardo inedito sull’industria musicale vista dall’interno: un meccanismo spietato che divora le mode e chi le crea. Maiolini racconta la genesi di hit che hanno fatto ballare generazioni, il passaggio epocale dai 45 giri ai cd fino alle playlist digitali, e la trasformazione del ruolo del dj, da semplice selezionatore di dischi a superstar globale. In filigrana, resta il tema centrale del tempo: quello che rincorriamo senza sosta, quello che perdiamo inseguendo un sogno e quello che, forse, impariamo ad ascoltare solo quando la musica si spegne. Un memoir che diventa così un pezzo di storia culturale del nostro paese, capace di parlare non solo agli appassionati di dance, ma a chiunque abbia mai sacrificato tutto per una passione. Con uno stile fluido e critico, Maiolini dimostra che la sua penna è affilata quanto il suo orecchio, regalando al lettore pagine in cui il ritmo narrativo non perde mai un colpo. Il libro, edito da SEM nella collana SEM Classic, è un viaggio di 176 pagine che promette di far luce su un impero costruito con ostinazione, talento e una sola, costante scusa: non ho mai tempo. Un’opera che conferma come, anche dopo quarant’anni di carriera, l’istinto di guardare avanti sia la firma indelebile di un pioniere.