IMS Ibiza 2026, ormai ci siamo

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L’International Music Summit non si limita a tornare a Ibiza per la sua diciassettesima edizione, ma vi atterra con la precisione chirurgica di un’analisi del presente. Dal 22 al 24 aprile 2026, il complesso Mondrian & Hyde a Cala Llonga diventerà il laboratorio di un’industria che ha smesso di credere alle semplici celebrazioni. Il tema scelto, “Reclaim The Dancefloor”, è una dichiarazione di guerra all’inerzia, un tentativo di riannodare i fili di un discorso frammentato tra algoritmi e diritti. Qui l’intelligenza artificiale non sarà un gadget, ma un campo di battaglia: incontri con AFEM e Deezer promettono di scardinare i luoghi comuni sulla creatività automatica, mentre il progetto NEO firmato Mathame offrirà una visione concreta di un futuro che non aspetta il permesso. Sul fronte sociale, il dibattito si fa duro: censura, abusi online, equità e sviluppo artistico a lungo termine non sono parole vuote, ma le crepe attraverso cui filtra la luce di un ecosistema in mutazione. In questo scenario, la consegna dell’IMS Legends Award a Yann Pissenem, CEO di The Night League, suona come un atto dovuto: è il riconoscimento a chi ha riscritto la grammatica del clubbing globale, trasformando la notte in un’esperienza totale.

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E mentre il mercato brasiliano viene messo a fuoco come nuova frontiera, il trentacinquesimo anniversario di Nervous Records ci ricorda che senza solide fondamenta discografiche non c’è innovazione che tenga. Il programma è un arcipelago di cinque spazi distinti: IMS Academy, The Brave Space e The Art of Areté non sono semplici sale, ma ecosistemi di confronto dove manager, piattaforme come Beatport e Resident Advisor e artisti si sfidano a colpi di strategie. La presenza femminile, lungi dall’essere una quota, diventa narrazione dominante con Sama’ Abdulhadi, Logic1000 e Marie Montexier, professioniste che hanno rotto il soffitto di cristallo della consolle. Si parlerà di afro electronic music come nuovo idioma globale, del ruolo dei manager nel costruire carriere che saltano i confini e delle dinamiche culturali in tempo di crisi, dimostrando che IMS non è mai stato un semplice raduno, ma una macchina critica. La chiusura, come vuole la tradizione, sarà il 24 aprile nella cornice patrimonio UNESCO di Dalt Vila, con una lineup che mette in fila Pete Tong, 2manydjs, Sister Bliss e Vintage Culture: non un concerto, ma un suggello. Mentre l’isola si prepara a una stagione cruciale, questo summit si conferma il laboratorio di idee che disegna il futuro della dance music, bilanciando business, creatività e una responsabilità culturale che non è più rinviabile.

https://www.internationalmusicsummit.com/ims-ibiza

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